Malattia come strumento di guarigione.

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In francese, malattia si scrive maladie, ma Michel Montaud (medico-chirurgo francese) sottolinea che si può scrivere anche ‘mal a dit’ (male ha detto). Per cui, quando la malattia tace, vuol dire che è stato integrato dalla persona ciò che la malattia aveva da comunicare, per cui si è guariti. Altrimenti continuerebbe a parlare. Quando si dice che il messaggio è stato integrato, non si intende che è stato compreso a livello solo cognitivo. Contrariamente a quanto si pensa, ovviamente la coscienza non si trova nella testa, ma in ogni singola cellula del nostro corpo. Più cellule formano un tessuto, diversi di questi un organo, più organi formano un sistema e così via fino all’organismo completo. Per questo ci sono diversi livelli di funzionalità psico-fisica integrati tra di loro. Edward Bach (quello dei fiori per intenderci), in una conferenza affermò che: “liberata da ogni connotazione di cattiveria e crudeltà, questa appare come lo strumento scelto dall’anima per segnalare uno smarrimento per impedire di cadere in errori più gravi e per ricondurci sul cammino della verità e della luce, dal quale non ci sarebbe mai dovuti allontanare”. Evidentemente E. Bach, vede la malattia come uno strumento scelto dall’anima per aiutare l’essere umano e non una punizione divina.

Dott. Marco Franceschini

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