Cosa significa guarire

Cosa vuol dire guarire

“Liberata da ogni connotazione di cattiveria e crudeltà, la malattia appare come lo strumento scelto dall’anima, per segnalare uno smarrimento, per impedire di cadere in errori più gravi e per ricondurci sul cammino della verità, dal quale non ci si sarebbe mai dovuti allontanare”.

Edward Bach (Conferenza tenuta nel 1931 a Southport)  

Guarire significa ricorrere in modo sistematico ai processi di autoguarigione, sia per mezzo dell’adattamento inconscio, sia per mezzo della malattia, che fa prendere coscienza della soluzione interiore e attiva la volontà e il cambiamento nell’essere umano. Godere di buona salute vuol dire possedere un potenziale di autoguarigione. Malattia, in francese si può scrivere anche: “mal a dit” (male ha detto). Quando la malattia tac, vuol dire che è stato integrato interiormente quello che aveva da dire, comunicare, per cui si è guariti. Quando c’è un’epidemia di influenza, non tutti si ammalano, infatti moltissime persone resistono. Molte persone sieropositive non sviluppano la malattia. Ciò che vale per un’influenza, dunque, perché non dovrebbe valere anche per l’Aids? Oggi pensiamo: tanto c’è il vaccino! Ovvero, si preferisce non vedere! Ma perché? Per paura? Paura di cosa? Forse abbiamo paura di stare meglio. Infatti, per stare meglio, bisogna cambiare. Si cambiare la modalità di funzionamento che ha condotto allo stato d’animo attuale e alla malattia, che è apparsa per ripetere: “il male ha detto”. E quei malati di cancro in fase terminale, che dopo dieci anni hanno scritto un libro? Tutti avevano un punto in comune: avevano cambiato la loro vita, modificando radicalmente la loro vecchia e disfunzionale modalità di funzionamento. Ma per la maggior parte delle persone, il cambiamento rappresenta una delle cose più difficili da realizzare, così, al posto delle scelte subentrano lamentele. D’altronde, per cambiare non è sufficiente la sola comprensione intellettuale. E poi, domandiamoci perché, nella maggior parte dei casi, domina la tristezza (o la malinconia) a spese della gioia! Forse perché ci si rifiuta di cambiare?   

 

Marco F. (tratto da: Michel Montaud, medico-chirurgo)

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